La favola del Fico

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Buongiorno!

Domenica sera ho visitato l’azienda agricola di Prignano Cilento (SA) Santomiele, produttrice dei migliori fichi secchi in commercio.

Il privilegio di averla ‘sotto casa’ spesso non coincide con quello di ‘vado sempre’ e nel mio caso infatti da tempo mi ero ripromessa di visitarla.

Appena si arriva presso l’azienda, si è subito rapiti dal silenzio e dall’atmosfera ancestrale in cui si è immersi; l’azienda è infatti prospiciente la Chiesa di San Nicola (in foto), davvero suggestiva.

Appena si è entra in ‘azienda’, mi viene difficile utilizzare questo termine poichè la realtà della Santomiele è lontana dal significato primo che questa parola ci suggerisce. E’ più un concept che si esplica intorno all’artigianalità intesa come arte di fare a mano, alla semplicità, ricercatezza della materia, essenzialità dell’architettura.

All’ingresso un bellissimo pianoforte introduce allo showroom con pietra in vista (si tratta delle mura dell’antico mulino dove ora sorge l’azienda ed è la stessa pietra su cui cresce  l’albero del fico bianco) con la linea prodotti completa; per giungervi si attraversa una sala dove si possono ammirare le magnifiche fotografie di moda di donna esposte, come quelle del fotografo tedesco Helmut Newton ed altri.

La Denominazione geografica protetta “Fico bianco del Cilento DOP” è riferita al prodotto essiccato della cultivar “Dottato”, pregiata varietà di fico diffusa in tutto il Mezzogiorno. In particolare, il prodotto tutelato è quello derivato da uno specifico ecotipo della cultivar Dottato, che si è andato selezionando e diffondendo nel Cilento nel corso dei secoli: il “Bianco del Cilento”.

Antonio Longo, proprietario insieme a Corrado del Verme della Santomiele, ha saputo interpretare questo prodotto come nessuno, donandogli la luce, il gusto e la fama  di cui gode in Italia e all’estero ed anche presso i grandi chef che utilizzano il fico bianco del Cilento come contrappunto goloso delle proprie ricercate ricette.

La Santomiele nasce nel 1999 riprendendo la tradizione familiare di lavorare il fico che risale agli anni ’30 e trae la sua denominazione dal nome della zona dove il primo terreno familiare veniva coltivato.

La linea di prodotti è davvero ricca, la pigna è il prodotto di punta, una semisfera rivestita di fichi secchi sottilmente intagliati, ma limitata è la produzione sia per la sua artigianalità sia per la disponibilità quantitativa del fico; queste caratteristiche ne rappresentano il  punto di forza e al contempo punto di debolezza della produzione poichè ne limita la diffusione sui mercati, in particolari su quelli esteri.

Il prodotto è completamente ‘fatto a mano’ dalle così dette ‘ficaiole’, dalla preparazione al packaging. E’ un tripudio di cioccolato, noci, nocciole, pistacchi, agrumi, selezionati tra le varietà migliori della nostra Italia e non solo.

L’azienda è uno spazio aperto, su tre livelli, la produzione a vista, dove è possibile prenotare anche degustazioni, cene e partecipare ad eventi grazie anche alla bella terrazza che offre la possibilità di ricreare atmosfere lontane.

E’ stata una visita interessante che dimostra come le eccellenze possono nascere ovunque; la ricerca è una condizione della mente e dell’animo di una persona che crede e intraprende un viaggio per scrivere la sua storia.

Peccato non aver incontrato i proprietari, avrei voluto andare oltre il percettibile e comprendere come è stato, come si può e di cosa oggi un imprenditore agricolo ha bisogno o avrebbe bisogno per essere competitivo in un Paese che vive di ‘rendita’ e soprattutto unicamente della dedizione dell’imprenditore.

Continuate a seguirmi, mi terrete compagnia.

 

Santomiele | Prignano Cilento (Sa) | via Salita San Giuseppe, 58 | tel. 0974.833275 | www.santomiele.it

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ANNALUISA

2 Comments

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